Come sono diventata Life Coach

31.03.2023

  

Ho passato la mia vita a pensare con difficoltà a cosa volevo fare da grande. Tutti me lo chiedevano, tutti sembravano conoscere la risposta. Io cambiavo idea, invece, ogni settimana.

Il periodo più lungo che ho trascorso con la certezza di quello che avrei fatto è stato quando ho visto Indiana Jones e ho deciso che sarei diventata archeologa anche io. Per ben tre mesi, ci ho creduto fortissimo. Me la ricordo ancora oggi quella gioia di averla finalmente trovata la risposta alla domanda importante che tutti mi facevano.

Il mio problema? Non sono mai stata eccellente a fare una cosa sola, ma abbastanza brava a farne venticinque. E in un mondo che definisce chi sei in base a ciò che fai, come fai a capire chi sei se fai venticinque cose?

    

 

Finisci con il passare anni a cercare di agguantare i pezzi di questo puzzle che dovrebbe darti una direzione, che non sia solo che sei una tipa creativa, e mentre ti cerchi e non ti trovi monta dentro un'insicurezza atavica, un disagio di non averci capito niente, di essere sempre a un passo dalla risposta.

Credo sia questo il motivo per cui ho sempre amato ascoltare chi era appassionato di qualcosa, mi dava pace. Che bello, mi sorprendevo a pensare, che bella questa persona che è bravissima a fare questa cosa. 

Io quella passione la conoscevo molto bene, anche io l'avevo, ma era dedicata a così tante attività che mi sembrava sempre di aver a che fare con un catino pieno di buchi, con la certezza costante che mi sarei persa pezzi per la strada. E vivevo con l'urgenza di tenerlo stretto in quei punti in cui perdeva, per sembrare più normale, perché se solo una volta ci fossi riuscita magari avrei trovato finalmente la mia strada, come avevano fatto tutti gli altri, che si fissavano su una cosa e ci dedicavano tutte le energie.

Eccola qua: l'ossessione della scelta

Sapevo che non sarei mai stata un genio a fare una cosa sola, quindi tutte quelle che potevo fare erano solo mediocri. Certo che un datore di lavoro non voleva assumermi per quel lavoro, fuori dalla porta c'erano persone che erano molto più brave di me in quella roba lì. Certo che non potevo sentirmi accettata dai miei pari, i miei discorsi erano sovraeccitati e su mille cose diverse, chi ero davvero non lo sapevo nemmeno io, come potevano loro esserne certi?

Da qui, l'insicurezza atavica che mi ha accompagnato per tutta la vita finché non ho capito di far parte di quel gruppo di persone definite multipotenziali

Una consapevolezza che ha avuto due effetti: ho smesso di sforzarmi di tenere i buchi del catino e mi sono fatta inondare da tutta quell'acqua e un altro, cruciale, in cui ho capito che l'immobilismo a cui avevo costretto la mia vita, quella situazione in cui mi ero messa scegliendo una cosa sola, non mi faceva male perché ero sbagliata, mi faceva male perché erA sbagliata. Lei per me. 

Non io per lei, non io per il mondo.

Questo è stato il momento in cui ho smesso di sentirmi meno degli eccellenti, e ho iniziato a fare le cose che avevo sempre amato fare. Perché le amavo e basta. Ho scritto un libro che non sarebbe mai stato all'altezza di un Umberto Eco che pure ci tenevo tanto a rendere fiero di me anche da morto, per sentirmi a posto con il fatto di essermi infilata nella categoria di persone che da grande volevano fare - e facevano - gli scrittori. 

Ho progettato e venduto agende bullet journal per la crescita personale, e hanno avuto successo. Nel frattempo lavoravo come copywriter. 

Stavo bene.

Poteva finire qua. 

Invece sono una multipotenziale.  

...And that's how I met Life Coach

Tra le mie grandi passioni mai perseguite fino in fondo a vent'anni, c'era la psicologia. Sarei stata un'ottima psicologa, se il pensiero non mi fosse arrivato in un momento di confusione totale in cui, nell'ansia della scelta, alla fine feci architettura, per poi cambiare idea un anno dopo e iscrivermi a scienze della comunicazione, da cui uscii con il massimo dei voti che si possano dare a una tesi di laurea in filosofia morale che però a ben vedere parlava di biologia. Non sto scherzando. Facevo Roma Tre, se volete verificare questo triplo carpiato dell'assurdo. 

Mandiamo sempre un pensiero d'amore ai miei poveri e stanchissimi genitori.

Dopo di che: ho trovato lavoro, tutto bene. 

Solo che nel 2017, ho sentito parlare di questa nuova professione che rispondeva al nome di Life Coaching. Ci ho girato intorno per quattro lunghi anni, perché aveva il richiamo della sirena della psicologia, ma ovviamente non lo era. Ed è stato proprio il mio rispetto per la disciplina a farmi vacillare a lungo. Ma chi si credevano di essere, questi Life Coach? Ma se uno ha i problemi che ha, magari sarà il caso di andare a scavare laggiù dove si sono creati? E per fare questo bisogna studiare, specializzarsi, stare attenti, è della mente umana che stiamo parlando!

Insomma, l'avevo presa bene. Un po' come quando ti piace il figo della scuola, sai che non ti vorrà mai, e allora passi il tempo a prenderlo a male parole. 

Poi, un giorno, ricevo una telefonata. È un mio amico, ha appena iniziato un percorso con un life coach, è contentissimo, ma non è importante. Ha urgenza estrema di dirmi che deve diventare il mio lavoro, quello. Perché io già lo faccio, anzi, potrei iniziare pure domani se volessi.

Sì, vabbè. 

Vai a dire a un multipotenziale che deve iniziare a fare qualcosa che non ha studiato per 8 mesi prima di poter dire che la sa fare. 

Inizio a rovistare l'internet per capire dove studierò, per i prossimi 8 mesi. Una sera esco con un'amica, che porta un'amica. Inizio a sfogarmi su questo fatto che il web è pieno di corsi per diventare life coach, ma mi sembrano tutti orribili o estremamente costosi. 

Questa sua amica ride.

Io la guardo un po' come a dire: "Vabbè, lo so che non ci conosciamo, però io sto soffrendo qui".

Lei mi guarda un po' come a dire (e in effetti dice): "Io sono una life coach. Questo è il numero del mio insegnante. Sono bravi. Chiamalo domani". 

Era la Coach2Coach Academy. Dopo 8 mesi, un diploma e un master, oggi posso dirlo.

Sono una Life Coach professionista, se vuoi possiamo iniziare anche domani.