Le piante rampicanti sono delle grandi Life Coach

16.04.2023

Avete mai fatto caso a quanto siano affascinanti le case abbandonate ricoperte di edera e piante? Ma come mai è così bello questo fatto che le piante si arrampichino su qualunque cosa abbiano a portata? Loro non fanno altro che seguire la propria natura, e non importa se devono appoggiarsi su del brutto intonaco marroncino dimenticato lì dalle mani laboriose di un uomo che ha cambiato idea.

Le piante rampicanti sono la metafora perfetta per raccontare il motivo che mi ha spinto, e credo spinga in molti, verso il life coaching. La pianta rampicante è di primo acchito un simbolo di forza e resilienza. Ma la cosa va oltre, e ha molto più a che fare con il concetto di appartenenza

 

La pianta in realtà non si arrampica, la pianta torna a casa

Il Life Coaching è prima di tutto un percorso che ti porta a cambiare il punto di vista. E allora facciamo questo esercizio, entriamo nel cuore dell'edera addossata a questo muro. 

Chi è arrivato prima, l'edera o il muro? Molto probabilmente lei, o meglio una sua antenata, che magari era un rovo libero di muoversi nel vento della sua propria prateria. A un certo punto, questa specie chiamata uomo ci ha colato sopra una strada e ha eretto un muro. 

Tutto questo ha svolto il suo scopo, per un po'. 

Quella casa si è riempita di voci, cene di Natale, nascite, morti. 

Finché è stato così, l'edera ha atteso. Non in silenzio, chiaro. Ci ha provato ad arrampicarsi, ma ogni primavera magari è tornato quel tizio, con quella macchina rumorosa, a pulire tutto il giardino prima della bella stagione. E lei è rimasta lì, ad aspettare e riprovarci e fallire, ogni maledetta primavera. 

    

 

Poi a un certo punto, qualcosa è successo. Il tizio con la macchina rumorosa non è tornato, sono arrivati dei camion, hanno svuotato le stanze di oggetti e di persone, che hanno dato un ultimo giro di chiave a quel rettangolo di legno che chiamavano porta. E così, dopo qualche tempo, l'edera ha fatto ciò che sapeva. Un passetto alla volta, probabilmente senza crederci troppo, si è allargata. Le piante rampicanti partono lente, timide, quasi a chiedere scusa, ma proseguono spedite se non trovano resistenze. 

Dopo qualche anno di pace, l'edera si fa quindi spavalda. Inizia anche a entrare nei muri, che pian piano si sono crepati. Qualche ragazzino è arrivato anche a rompere le finestre, e lì per l'edera è stata grande festa, è potuta finalmente entrare dentro quelle stanze che aveva solo ascoltato. Si è affacciata dentro ai Natali di coloro che abitavano in quel posto che, a ben vedere, è sempre e solo stato casa sua. 

Le piante rampicanti sono delle grandi Life Coach. Ci dicono che la nostra natura non può essere fermata. Per molto tempo è al massimo silente, gestita da forze esterne con macchine rumorose che tornano ogni primavera a imporre un'ordine fittizio che nulla a che fare con quello che siamo.  

      

 

Ma la nostra natura è come quella di una pianta: non ragiona, pensa solo ad agire. Passiamo tanto tempo a sopprimerla, e lei inizia a scalciare. Ci fa venire i mal di testa la domenica sera prima di ricominciare la settimana di lavoro. Ci fa piangere senza motivo davanti a qualcosa di bello, a un complimento, a un film. Ci fa credere, infine, che un muro possa impedirci di essere spavaldi e rigogliosi, che abbia il potere di governare i nostri boccioli, il nostro manto verde, la nostra naturale chiamata verso l'alto

La brutta notizia, è che non sentirà ragioni finché non avrà ricoperto ogni cosa. La buona è che, una volta ascoltata quella voce che sta urlando dal profondo, sarà impossibile smettere di darle retta. Il suo unico obiettivo, del resto, è provare di nuovo la felicità di tornare a casa